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calabria pesca on line - La Pesca in Calabria
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La spesa di Febbraio: Le carote, la cipolla, gli spinaci PDF Stampa E-mail
mercoledì, 01 febbraio 2006 08:36


                                                  

 Le carote che mangiavano i nostri antenati erano piuttosto diverse dalle nostre, erano piccole e di colore diverso, rosse, gialle o viola. Le carote come le conosciamo vennero selezionate a partire dal diciassettesimo secolo. Le carote "baby" si possono trovare solo nei negozi specializzati e hanno la forma delle carote normali, ma sono molto più piccole. Quelle che troviamo confezionate al supermercato sono normali carote tagliate in piccoli pezzi regolari da apposite macchine.Guida all'acquisto: se acquistate carote sfuse, con le foglie ancora attaccate, potete capire se sono fresche dall'aspetto delle foglie, che devono essere di un verde acceso, e turgide. Il miglior metodo per conservare la freschezza delle carote è la conservazione a bassa temperatura e il confezionamento in pacchetti sigillati: se conservate a temperatura ambiente le carote si deteriorano rapidamente, perdono croccantezza e diventano amare. Evitate di acquistare carote troppo tinte di verde, di colore pallido, con zone scure soprattutto sull'estremità superiore. Le carote sono tanto più dolci quanto più piccola è l'anima interna: di solito, più è grande il picciolo superiore e più è grande l'anima interna. Le carote si possono impiegare per preparare soffritti (come il classico soffritto all'italiana con carote, cipolla e sedano), si possono mangiare bollite come contorno oppure tagliate a bastoncini o a rondelle e soffritte insieme ad altre verdure.




                                                                           

La cipolla è il bulbo di una pianta erbacea coltivata in Babilonia più di 400 anni fa, apprezzata da Romani, Egizi e Greci, oggi è diffusa e coltivata in tutto il mondo. È utilizzata come aromatizzante nei condimenti ma anche come verdura per consumo diretto, sia cotta che cruda. Il tipico aroma è causato da composti solforati che sono responsabili anche dell'effetto lacrimogeno. Tali composti sono volatili a temperatura ambiente e idrosolubili, per cui per diminuirne l'effetto basta conservare le cipolle in frigorifero, o lavarle con l'acqua subito prima di tagliarle. Qualità nutrizionali - Le cipolle vengono solitamente assunte in quantità scarsamente rilevanti, per questo motivo non rappresentano una fonte importante di vitamine e minerali. Contengono fitoestrogeni, principi antibiotici naturali, e sostanze diuretici simili a quelle contenute nei carciofi.Varietà Esistono moltissime varietà di cipolle: bianche, giallo-dorate, rosse, sferiche o ovali. Le più pregiate sono quelle di Tropea, rosse e dolci, adatte per consumo a crudo, sott'aceto o sott'olio. 

 



Orientamento ai consumi


Le cipolle Famiglia Alliaceae, genere Allium, specie Cepa.


 Fra storia e leggenda.

 La cipolla proviene dal misterioso oriente: dalle regioni del nord-est dell'India si è infatti diffusa in Afganistan, Iran, Iraq e Turchia, e in seguito in tutto il bacino del Mediterraneo. Il termine allium deriva dal celtico all che significa "caldo che brucia", mentre cepa deriva dal latino caput cioè "testa", in quanto fin dall'antichità la cipolla era considerata un prodotto importantissimo, come la testa appunto, e coperta anch'essa da diverse "tuniche" (o catafilli). All'interno della grande piramide di Cheope, in Egitto, è stata trovata un'iscrizione che riportava minuziosamente i costi per il mantenimento degli operai che lavoravano alla costruzione di questo enorme monumento funebre, e con sorpresa si è scoperto che all'epoca vennero spesi ben 1.600 talenti d'argento per acquistare cipolle, agli e ravanelli o rape... ovvio pensare che all'epoca ben pochi fossero affetti da colesterolemia od obesità. In Siria, Egitto, Tunisia, Marocco e Grecia la cipolla trovò la sua maggiore diffusione, e in questi paesi il consumo si è talmente radicato da mantenerne ancora vivissima la tradizione alimentare. Dalla Sicilia alla penisola italiana e da questa, con la dominazione romana, a tutta l'Europa, la cipolla si è diffusa trovando habitat favorevoli alla sua coltivazione fin nelle isole d'Inghilterra e d'Irlanda. Dall'alto Medioevo fino agli inizi dell'Ottocento, ad agli e cipolle sono sempre stati attribuiti effetti terapeutici benefici, non solo come potenti vermifughi intestinali, ma anche come nemici di diavoli malefici, o contro le "fatture" e il malocchio. Le varietà Le cipolle sono di diversi tipi e varietà e si consumano durante tutto l'anno: in genere, in ogni tipica zona di produzione si sono diffuse particolari varietà su cui gli agricoltori hanno messo a punto le diverse tecniche colturali. In relazione all'epoca di maturazione (o di raccolta) le possiamo classificare in primaverili, estive e autunnali; le varietà in molti casi prendono il nome dal colore, dalla zona di produzione o dal mese della raccolta o della loro maturazione, mentre gli ibridi hanno terminologie un po' più complesse. Fra le cipolle gialle ricordiamo la "Dorata di Parma, la "Density", la "Ramata di Milano" e la "Primula"; fra quelle rosse ha acquisito fama e apprezzamento la "Rossa di Tropea", seguono la "Rossana" e la "Rossa di Firenze"; per le bianche ricordiamo la "Perfecto Blanco" e la "Biancaneve". Abbiamo cipolle grosse a forma schiacciata come la "Bianca piatta d'Italia", o a bulbo piccolo come la "Bianca di Portici" o la gialla "Borettana". Infine ci sembra opportuno citare i "cipollotti" da consumo fresco, raccolti prima dell'ingrossamento dei bulbi, che sono ottimi per condimenti, insalate e per il pinzimonio. Le zone di produzione Sul territorio italiano, da sud a nord, si producono la bellezza di 5 milioni di quintali di cipolle, e le aree più interessate a questa coltura sono innanzitutto l'Emilia-Romagna con circa 1.400.000 quintali (30% della produzione nazionale), seguono il Piemonte e il Veneto (che producono ciascuno il 16%); mentre un 4 % spetta alla Calabria per la produzione della "Rossa di Tropea", Sicilia, Puglia e Campania si dividono equamente il resto. In Emilia Romagna le zone che hanno espresso la migliore vocazione e tradizione produttiva sono i comprensori di Parma, di Bologna (Medicina) e il ferrarese, particolare per la produzione di cipolle semiprecoci e tardive, che, frigoconservate, sono raccolte nei mesi di giugno, luglio e agosto e vendute fino ad aprile maggio dell'anno successivo.

Perché fa bene alla salute

La cipolla è un alimento ricco di sali minerali e di iodio; più modesto è il suo contenuto di vitamine, che sono però presenti in buona quantità nel prodotto fresco. Contiene componenti aromatici volatili a base di zolfo, in particolare un olio etereo responsabile del suo particolare aroma e della lacrimazione; sono presenti sali di acidi organici, zuccheri ad azione lassativa e una sostanza capace di stimolare l'attività renale: tale sostanza è però termolabile, per cui l'azione diuretica della cipolla si esplica soltanto se consumata allo stato crudo; sotto questa forma può però provocare disturbi gastrici, in quanto aumenta l'acidità del succo gastrico. Oltre alle proprietà diuretiche la cipolla possiede azione antiscorbutica, antidiabetica e vermifuga. La cipolla svolge inoltre un'azione balsamica sul tratto gastrointestinale, sulle vie urinarie e dell'apparato respiratorio, abbassa la glicemia ed è indicata per combattere l'ipertensione.

 Consigli per il consumo

Questo ortaggio trova largo impiego in cucina e può essere consumato fresco, cotto oppure utilizzato come ingrediente di sughi, zuppe, minestroni, salse e frittate; tipico è l'uso italiano di tagliarlo finemente e rosolarlo per il soffritto.

 La conservabilità varia : alcune si conservano per mesi, altre solo per pochi giorni; una temperatura di 0°C costituisce, comunque, la condizione ottimale per una buona conservazione del prodotto.

 Composizione chimica e valore energetico per 100 g di parte edibile

  • Parte edibile 83%
  • Acqua 92.1 g
  • Proteine 1 g
  • Lipidi 0.1 g
  • Carboidrati disponibili 5.7 g
  • Fibra totale 1.0 g
  • Energia 26 kcal
  • Sodio 10 mg
  • Potassio 140 mg
  • Ferro 0.4 mg
  • Calcio 25 mg
  • Fosforo 35 mg
  • Tiamina 0.02 mg
  • Niacina 0.5 mg
  • Vitamina C 5 mg

Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione




Gli spinaci                                                                           

La coltivazione ed il consumo di spinaci assume importanza rilevante solamente nell'Ottocento, anche se risulta che venisse coltivato a Firenze, neglio orti delle benedettine, già nel Cinquecento. Lo spinacio viene coltivato soprattutto nelle regioni del nord Europa, dove il clima è più favorevole. La parte edibile delle pianta è costituita dalle foglie, che hanno forma e dimensioni molto diverse a seconda della varietà. Gli spinaci sono famosi per il loro elevato contenuto di ferro. In realtà il ferro contenuto in tutti gli alimenti vegetali è scarsamente assimilabile, dunque difficilmente si raggiungono le dosi giornaliere consigliate solo con tali alimenti. Gli spinaci contengono una considerevole quantità di nitrati, che possono trasformarsi in nitriti durante lo stoccaggio risultando più pericolosi (i nitriti sono cancerogeni), quindi il loro consumo non dovrebbe essere troppo frequente. In commercio si trovano freschi, da pulire o già lavati e confezionati in buste di plastica sigillate, oppure surgelati, in cubetti monodose molto pratici.



La frutta a Febbraio: L'arancia, la banana, l'avocado
Ultimo aggiornamento ( venerdì, 02 febbraio 2007 15:00 )
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